<strong>GLI INDICI GRAFOLOGICI DI INVECCHIAMENTO CEREBRALE</strong>
a cura della Dott.ssa Carmensita Furlano
Grafologa Professionista con specializzazione in Grafopatologia, membro del Consiglio Direttivo e Referente per la Regione Calabria di CeSiog, Centro Studi Italiano per l’Orientamento Grafologico.
<strong>L’essere umano è una realtà unitaria, derivata dall’interazione reciproca di due grandi complessi strutturali: somatico e psichico, rappresentati pienamente anche nella scrittura personale, in quanto essa è “funzione Corticale e Cerebrale”.</strong><sup>1</sup>
La malattia neurodegenerativa in genere provoca disgrafia, ovvero un’alterazione della scrittura, processo seguito attraverso la disamina grafologica su pazienti non sufficientemente sani nei vari stadi della malattia in comparazione con un gruppo di controllo composto da persone sane.
Lo studio del rapporto diretto che intercorre tra cervello e mano come reazione cerebrale ad alcuni segnali interni od esterni, sono studiati dalla Grafologia già dal 1611 grazie a tre medici italiani, quali Prospero Aldorisio, chirurgo napoletano, attraverso la legge della “equivalenza grafomotoria”; Camillo Baldi, bolognese, i cui studi contenuti nel volume “Come da una lettera missiva si conoscano la natura e qualità dello scrittore”; e Marco Aurelio Severino, medico napoletano di origine calabrese, chirurgo presso il Nosocomio degli Incurabili, il quale nel suo “Vaticinator sive tractatus de divinatione letterali” descrive i tratti comportamentali attraverso la scrittura.<sup>2</sup>
L’analisi grafologica, e con essa la disciplina specialistica della Grafopatologia (ovvero, lo studio delle scritture che presentano i segni clinici dell’alterazione psichica e somatica)<sup>3</sup> permettono la conoscenza personale del soggetto e delle sue condizioni psicofisiche, a completamento di quegli esami che non possono mettere in luce gli aspetti più intimi e profondi della persona, dimostrando rilievo eccezionale nel capire in profondità la dinamica mente/corpo, sia della persona invecchiata con successo (con anche le difficoltà dell’età), sia della persona affetta da demenza.
<strong>Gli indici grafologici d’invecchiamento cerebrale</strong>
Lo studio degli “Indici Grafologici dell’Invecchiamento Cerebrale” ha indagato le alterazioni grafologiche in un piccolo campione di anziani con vario grado di deficit cognitivo (lieve, moderato, severo) ed è stato messo a confronto con il campione “persona sana”.
È stato presentato sia nel 68° Congresso Nazionale SIGG (Società Italiane Gerontologia e Geriatria) 2023, che nella AAIC (Alzheimer’s Association International Conference (AAIC®) a Philadelphia-USA 2024 (segnalazione del Dr. Pietro Gareri Geriatra-Direttore Centro Demenze Asp-CZ, Catanzaro Lido), pubblicato nella prestigiosa rivista The Journal Alzheimer’s & Dementia del 09.01.25, e nella Rivista di divulgazione scientifica italiana SALUTE33 a marzo del 2025 con copertina dedicata.
È stato sviluppato con l’arruolamento di 5 anziani su base volontaria di età compresa tra i 60 e gli 80 anni (3 femmine e 2 maschi), di cui 4 afferenti al Centro di Neurologia-SLA – Serra Spiga Asp di Cosenza, diretto dal Dr. R. Bruno Bossio, su richiesta del Geriatra Asp Dr. Lenino Peluso (Presidente Eletto Sigg Calabria 2027/28) e con la collaborazione della Logopedista Dott.ssa Maria Redavide. Ciascun partecipante è stato sottoposto a valutazione multidimensionale geriatrica, visita medica ed esami strumentali. È stato chiesto di scrivere la frase “Io respiro il dolce profumo dei fiori” sulla quale è stata condotta l’analisi in cieco con metodo razionale Grafologico (considerando, quindi, gli aspetti quantitativi e qualitativi delle grafie) e iter logico ben definito per l’analisi della scrittura:
1) basi scientifiche sull’obiettivabile, sul visibile, sul misurabile, attraverso la valutazione quantitativa: ogni segno misurabile secondo una scala decimale (0 assenza di segno, 5 alla media, 10 massima presenza); e, successivamente, attraverso una valutazione qualitativa: segni sostanziali, modificanti e accidentali a secondo che diano la coscienza dell’essere, la coscienza di dover essere o il come essere;
2) principi Grafonomici e Neurofisiologici: Principi di Fisica e di Fisiologia Scritturale spieganti le principali fenomenologie grafiche attraverso la Neurofisiologia del Gesto Scrittorio;
3) valutazione di quelle variabili insite in tutti i soggetti scriventi:
– Dominanti Grafiche Del Contesto (Ritmo, Organizzazione, Maturità, Energia, Creatività, Armonia);
– Categorie Segniche Principali (Movimento, Forma, Pressione, Direzione, Dimensione, Spazio);
– Sub Strutture Grafiche (Moti Speciali, Moti Complessi, Tipicità, Rarità, Ricci fuggitivi).
4) approfondimento del Segno Grafologico della triplice larghezza, che verte sui contenuti più complessi del soggetto. Nello specifico, il largo di lettera registra la capacità di apertura dell’io, della disposizione ad aprirsi per accogliere e com-prendere. Il largo tra lettere registra l’espansione emotivo-affettiva dell’io, rappresentando l’Io Sociale e la sua capacità di interazione. Infine, il largo tra parole registra l’attività della neocorteccia e del cervello razionale, elemento fondamentale del processo cognitivo poiché rappresenta la capacità critica di valutazione ed il grado di contributo nella propria esperienza. Pertanto, l’analisi puntuale e minuziosa del segno triplice larghezza ha dato la possibilità di registrare il grado d’integrazione delle varie funzioni cerebrali.
I risultati hanno rilevato i segni indicanti le varie anomalie nel tracciato grafico, responsabili della compromissione della regolare attività scrittoria, con visibile sforzo e deterioramento in atto o in itinere del processo cognitivo. Rispetto alle variabili esaminate, quali Maturità e Creatività, Moti Speciali, Tipicità e Rarità hanno indicato maggior compromissione nei pazienti con deficit cognitivo moderato. Viceversa, nell’unica persona anziana “sana”, la quinta, la scrittura denotava presenza di efficace memoria a lungo termine, normale capacità di collegamenti logici, conservazione e rievocazione dei dettagli, conservazione di energia, creatività e armonia. A parità di deficit cognitivo, tra due soggetti (il primo e il quarto), il primo conserva una maggiore energia, creatività e armonia rispetto al quarto che presenta anche una compromissione del tono dell’umore (GDS 10).
Nell’anziano, a causa della perdita del controllo del sistema extrapiramidale, vi è una compromissione della prestazione motoria, ed in particolare di quella grafica. In oltre la metà dei soggetti anziani si registra una diminuzione della coordinazione della destrezza (nelle donne 14%, negli uomini 19%), una compromissione dei movimenti di pronazione e supinazione alternante del polso detta disdiadocinesia (nelle donne 13%, negli uomini 21%) ed una riduzione della velocità del movimento, soprattutto scrittorio (negli uomini di circa il 18%, nelle donne del 12%).<sup>4</sup>
Alcuni degli indici grafologici dell’invecchiamento cerebrale si sostanziano in:
– una scrittura stentata ed appesantita;
– un ritmo interrotto, posato o lento;
– un MIR incerto ed irregolare;
– piccoli tratti superflui – movimenti a scosse, angolosi, discontinui o addossati;
– la presenza di giustapposizioni o saldature tra lettere;
– una pressione spostata o intozzata 2°modo;
– la presenza di sproporzioni, xenismi, grossissant, sospendu, gladiolée…;
– la presenza dello spadiforme dei corpi grafici elevato crescente e decrescente.
Nella conclusione dello studio si è potuto affermare che l’impiego della grafologia nelle persone affette da deficit cognitivo o da demenza lieve-moderata permette di individuare i potenziali indici di recupero grafomotorio diventando in via preventiva anche un valido sostegno a supporto del piano terapeutico proposto dal medico specialista attraverso la Grafoterapia. In particolare, con la Rieducazione del gesto grafico si può intervenire efficacemente nei deficit aspecifici, nei processi di realizzazione grafica provocati da patologie varie e gravi, in traumi, lesioni cerebrali, interventi chirurgici, sindromi correlate alla degenza prolungata in terapia intensiva (sindrome C.R.I.M.Y.N.E. o le gravi sindromi neurologiche che seguono l’arresto cardiaco), risvegli dal coma, processi oncologi, rieducazione post covid 19, e in tutti i disturbi specifici di scrittura manuale della età evolutiva (BES, DSA, Autismo, Disprassia, Gifted, Comorbilità).
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1. A. Bevilacqua, La Grafologia come paradigma olistico, Lavoro Ed. 2017.
2. P. Aldorisio, Idengraphicum Nuntium – C. Baldi, del MDCXXII. M.A. Severino – “Vaticinator sive tractatus de divinatione letterali”.
3. La Grafologia è definita e collocata tra le scienze che si occupano della conoscenza dell’uomo. Per le sue caratteristiche essa può essere impiegata in diversi contesti di studio con funzione preventiva, diagnostica, prognostica e riabilitativa. “È la scienza che dalla espressione grafica naturale dello scrivente ne rileva la personalità psicofisica con le componenti intellettive, tendenze temperamentali, attitudini professionali, costituzione somatica, predisposizioni morbose, congenite e in atto. Interagisce con altre scienze come la psicologia, la pedagogia, la sociologia, la medicina, la psichiatria, ecc., e trova ampio spazio dove sono richiesti comprensione e conoscenza dell’uomo con un occhio attento alla complessità e all’interazione dinamica.” (L. Torbidoni – L. Zanin – Grafologia, Testo teorico-pratico, Ed. La Scuola 2001 – Ist Grafologico G. Moretti).
4. Invecchiamento della Scrittura di E. Crotti – E01, E02 – A.G.C.A. Magni Med/Grafopatologo – lug 2014 – issuu.com – mis perc specifiche, dati elaborati ricerca personale D.ssa Furlano periodo lavoro 2015/16 RSA Villa Ortensia Cosenza – Coop. Soc Scico.
