Articolo a cura di Caterina Tacconi
È comprovato che l’alcol influisca significativamente sulla scrittura manuale, anche se in modo diverso da individuo a individuo. In alcuni soggetti il massimo influsso sulla grafia si ha quando viene raggiunta una quantità elevata di alcol nel sangue, in altri a distanza di un’ora dall’assunzione, mentre in altri ancora si verifica con una concentrazione più o meno modesta, anche a basse concentrazioni. Può anche capitare che in altri soggetti, pur con elevate assunzioni di alcol in corpo, non si producono effetti in termini di scrittura.
Gli effetti dell’ubriachezza includono una minore leggibilità, una minore capacità di comprensione e poca accuratezza del testo grafico, con errori e talvolta omissioni di lettere. Avviene un incremento delle dimensioni e degli spazi o viceversa, un minore allineamento sull’asse e l’assottigliamento delle finali. Vi è anche della influenza sulla pressione e velocità.
Il soggetto che scrive sotto effetto di alcol può adottare una presa della penna diversa da quella abituale, andando così a modificare l’inclinazione degli assi.
Invece, per quanto riguarda l’alcolismo vero e proprio, ovvero di una dipendenza di tipo patologico, sono stati riscontrati ulteriori deficit e alterazioni del gesto grafico: la discendenza o ascendenza del rigo, la spezzatura delle curve, il tremore ad oscillazioni rapide a direzione verticale, che aumenta dopo gli sforzi per dare precisioni ai movimenti e diminuisce dopo l’assunzione di alcol.
Altre manifestazioni grafiche sono legate alle concomitanti proprie dell’alcolismo, ovvero scarsa coordinazione dei movimenti, debolezza, ansia, depressione nell’astinenza.
Non vi è comunque una sindrome grafica specifica ed esclusiva dell’alcolismo.
Per quanto riguarda il tabagismo, cioè la dipendenza fisica e psicologica derivanti dall’uso di tabacco, il teinismo (cioè sindrome da intossicazione cronica causata dall’eccessivo consumo di tè) e il caffeinismo (intossicazione cronica o acuta da caffeina caratterizzata da dipendenza psico-fisica) nella grafia emergono tremori ad oscillazioni rapide.
L’assunzione di nicotina accresce la velocità di scrittura.
Nell’uso di sostanze stupefacenti più comunemente usate è stato osservato come dopo tre o quattro ore dall’assunzione di LSD, (dietilammide dell’acido lisergico, una delle sostanze psichedeliche e allucinogene più potenti), la scrittura appare spesso larga e meno di frequente più piccola, illeggibile, irregolare e priva di cura.
La psilocibina (in Italia sostanza allucinogena illegale che altera la percezione e l’umore del soggetto, sebbene attualmente sia in corso di una sperimentazione clinica per la cura della depressione resistente presso l’Università di Chieti), rende invece la scrittura più grande e più marcata.
Riguardo a haschisch e marijuana (derivati della pianta Cannabis sativa contenente psicoattivi), ci sono pareri soggettivi discordanti, ma nella maggior parte dei casi si sostiene che gli affetti sulla scrittura siano trascurabili, ed in associazione ad alcool a forti dosi, i derivati della canapa comporterebbero ingrandimento delle dimensioni delle lettere e degli spazi, maggiore velocità e mancanza di accuratezza. In alcuni casi la scrittura sarebbe maggiormente influenzata più dalla cannabis che non dall’alcol, con effetti durativi anche un’ora dopo della droga.
Infine, si riscontra che sotto uso di mescalina, potente alcaloide psichedelico e allucinogeno naturale, utilizzata comunemente in rituali sciamanici e sette poiché agisce sul cervello alterando la percezione, il senso del tempo e dell’umore, si perdono ritmo ed armonia, cambiano le proporzioni, le parole sono ripetute e le forme diventano bizzarre, alcune volte formando lettere di fantasia.
